Stop for a second…

Scroll down for the Italian version

Where are you going? Stop for a second, don’t be hurry.

Grown up in a small country town in north Italy, when I moved in the frenetic Tokyo I had to get used to a new pace, I had to speed up every process; in a metropolis like this you have to keep up if you don’t want to lag behind.

As soon as I arrived I felt excited for this new life, for all the opportunities I had. I was excited to be in a different country and for my independence.

However, after a year, a problem occurred. Even if I was proud of my small successes, I didn’t feel happy. It was as if I were never fully satisfied with myself, the joy lasted a moment, immediately after I was craving something else. My insatiable desire to reach new goals was taking me away from a healthy lifestyle, from a simpler one.

One day, in all this chaos, something changed. I stopped for a second, I started thinking, wondering which were my real priorities. Money? Family? Career? Friends? Work? Love?

Which things deserved to come first? All were important, but it was essential to give them an order, I had to find a balance.

In the past I set aside my family, friends and love for money and work success; it was the right thing to do in that specific period of my life.

But now I feel I have to make a change, I want to take a detour from my original path and give the right space to the affections. I want to start building something new, in a new country. I know that the experiences I made in Japan will help me in my next journey and in my other life projects.

I’m looking forward to getting to that plane that will take me back to the country where I left a piece of my heart. Soon I’ll be back in Australia.

Thanks for reading!

DO YOU WANT TO SEE MORE PICTURES OF THIS BEAUTIFUL PLACE? FOLLOW ME ON MY FACEBOOK PAGE AND ON MY INSTAGRAM! THANK YOU!

Fermati un attimo…

Dove corri? Fermati un secondo, non avere fretta.

Cresciuto in un piccolo paese di campagna nel nord Italia, quando mi sono trasferito nella caotica Tokyo si sono dovuto abituare a nuovi ritmi, a velocizzare ogni processo; in una metropoli così o corri o resti indietro.

Appena arrivato mi sentivo carico, forte, elettrizzato da questa nuova vita, dalle mille opportunità che mi si presentavano. Ero esaltato dal trovarmi in un paese diverso e dalla voglia di indipendenza. 

Dopo un anno però, si è presentato un problema. Nonostante fossi fiero dei miei piccoli successi, non riuscivo a godermeli. Era come se non fossi mai pienamente soddisfatto di me stesso, la gioia durava un attimo, subito dopo bramavo qualcos’altro. La mia insaziabile voglia di raggiungere nuovi traguardi mi stava allontanando da uno stile di vita sano, fatto di minor pretese.

Un giorno, nel bel mezzo di questo trambusto, qualcosa è cambiato. Mi sono fermato, ho cominciato a riflettere, a chiedermi quali fossero davvero le mie priorità. I soldi? La famiglia? La carriera? Gli amici? Il lavoro? L’amore? 

Quali cose meritavano la precedenza? Tutte erano importanti, ma era fondamentale dargli un ordine, dovevo trovare un equilibrio.

In passato ho rinunciato alla famiglia, agli amici, all’amore per il guadagno e il successo lavorativo; è stata la scelta giusta per il periodo che stavo vivendo in quel momento. 

Ora però sento di dover cambiare, di voler prendere una piccola deviazione dal mio percorso originale e dare il giusto spazio anche agli affetti. Voglio cominciare a costruire qualcosa di nuovo, in un paese nuovo. So che le esperienze vissute in Giappone mi aiuteranno nel mio prossimo percorso e realizzare altri progetti di vita. 

Muoio dalla voglia di prendere quell’aereo che mi riporterà nel paese in cui ho lasciato un pezzo di cuore. Tra poco si parte, si torna in Australia.

Grazie per aver letto!

VOLETE VEDERE PIU’ FOTO DI QUESTO POSTO MERAVIGLIOSO? SEGUITEMI SULLA PAGINA FACEBOOK E SU INSTAGRAM! GRAZIE!

Japanese summers & Local festivals

Scroll down for the Italian version

Are you curious to discover how summer festivals take place in Japan? Colorful paper lanterns, spirit of community and transportation of portable Shrines, learn more about it in this article.

With the beginning of summer in Japan it means also the presence of local festivals called matsuri, term that can literally be translated as “Shinto festival”. They last from dawn to late at night, firmly tied to this religion, japanese believe in the worship of the kami (Shinto Deities), consequently the strength emanating from the primordial energies of Life and the Earth.
Today there are around 100,000 festivals held throughout Japan. During these matsuri it is the only occasion within a year where the kami leave the Temple to which they belong to settle in a portable Shrine. There is therefore a re-establishment of the bond between the kami and local people as well as the development of solidarity in the community itself.
These matsuri are characterized by a high religious expression, occasions during which the locals get together with their intrinsic energy. They are an opportunity to escape from the routine of everyday life, a way to get together with neighbors, relatives and to remember one’s roots of belonging.

During these ceremonies there is always a joyful atmosphere with parades, endless fireworks, games for children and stalls where freshly prepared foods and drinks are sold.

Traditionally, participants wear a yukata and a large number of these festivals include a parade with a portable Shrine, but there is not always one.

Comparable to the transport of Palanquins with Mother Mary in Southern Italy, it is through this mikoshi that the Deity for only one day a year comes out of the temple, enshrines into mikoshi to be carried around the city and bless it. The transportation of the mikoshi is supervised by a Shinto Priest, it is called shintai 神 体 and is carried near the neighborhood by the faithfuls of that particular temple.
There are various people who transport it, if it is small (about 230 kg) around fifteen people are enough; otherwise the bigger it is, the more people are needed (it can even reach sixty people).

Whether it is made by an artesan or pieces are constructed by a factory, the final mikoshi is always assembled with bare hands.

During transport, various kakekoe (掛け声) can be heard, words that are shouted loudly to establish a rhythm, along with traditional songs (jinku 甚句) that vary from region to region.

Each step is regulated by these kakegoe and in the background we can hear the 祭 囃 子 matsuribayashi, that is the orchestra composed of the traditional instruments that accompanies the parade.

Wasshoi, for example, is the most common phrase that can be heard repeating at every step of the mikoshi carriers. It does not have a precise meaning, it is more an incitement for carriers in order to create a unique energy and develop this community spirit. After blessing the city by bringing mikoshi to the various houses and shops, it is taken back to the Temple to which it belongs so that it can then be carried again the following year on the same day.

However with the increasing alarming depopulation pervading Japanese society some of these matsuri are disappearing and the people that carry mikoshi are less and less. Hoping to maintain this aspect of Japanese culture if you happen to go to Japan during the summer don’t miss these traditional festivals.

Article and photos by DAL SANTO MARIA

L’estate giapponese e i suoi festival

Siete curiosi di sapere come si svolgono i festival estivi in Giappone? Lanterne colorate, spirito di comunità e trasporto di palanchini, scopritelo in questo articolo.

L’arrivo dell’estate in Giappone equivale anche all’arrivo dei festival locali denominati matsuri, in italiano questo termine è traducibile letteralmente come “festival Shintoista”. Durano dall’alba a notte fonda, saldamente legati a questa religione i giapponesi credono nell’adorazione dei kami, di conseguenza alla forza scaturita dalle energie primordiali della Vita e della Terra. 

Al giorno d’oggi vi sono circa 100 000 festival svolti in tutto il Giappone. Durante questi matsuri è l’unica occasione nell’arco di un anno dove i kami (Divinità Shintoiste) lasciano il tempio di appartenenza per insediarsi in un palanchino portatile. Vi è quindi un ristabilimento del legame fra i kami e la comunità oltre allo sviluppo di solidarietà nella comunità stessa.

Questi matsuri sono caratterizzati da un’elevata espressività religiosa, occasioni durante le quali gli abitanti del luogo si riappacificano con la loro energia intrinseca. Sono un’opportunità per evadere dalla routine della vita quotidiana, un modo per riunirsi con i vicini, parenti e ricordarsi delle proprie radici di appartenenza.

Durante queste cerimonie vi è sempre un’atmosfera gioiosa con sfilate, interminabili fuochi d’artificio (hanabi 花火), giochi per bambini e bancarelle nelle quali viene vengono venduti cibi e bevande preparati al momento (yatai 屋台). Tradizionalmente i partecipanti indossano uno yukata e un gran numero di questi festival includono una parata con un tempietto portatile, ma non vi è sempre.

Paragonabile al trasporto dei palanchini con la Madonna al Sud Italia, è proprio attraverso questo tempio portabile (mikoshi) che la Divinità per solo un giorno all’anno fuoriesce dal tempio, si insedia nel mikoshi per essere trasportata in giro per la città e benedirla. Il trasporto del palanchino presieduto da un Prete Shintoista viene chiamato shintai 神体 e viene trasportato nei pressi del vicinato da parte dei fedeli di quel determinato tempio. 

Sono varie le persone che lo trasportano, se è di piccole dimensioni (circa di 230 kg), quindi con due travi portanti, sono sufficienti una quindicina di persone; altrimenti più grande è, più persone sono necessarie (si può anche arrivare ad una sessantina di persone).

Sia che venga realizzato da un artigiano oppure i pezzi vengano costruiti per mezzo di una fabbrica, il palanchino finale viene sempre assemblato a mani nude.

Durante il trasporto si possono sentire vari kakekoe (掛け声), ossia le grida di incitamento che vengono urlate a gran voce per stabilire un ritmo, assieme ai canti tradizionali (jinku 甚句) che variano da regione a regione. 

Ogni passo è regolato da questi kakegoe, fondamentali sia per dare un ritmo sia per creare un senso di adrenalina e quindi spronare i portatori a ”sopportare” il peso del palanchino. Assieme a queste grida, sullo sfondo possiamo udire i 祭囃子matsuribayashi, cioè l’orchestra composta dagli strumenti tradizionali che accompagna la sfilata. 

Wasshoi ad esempio è la frase più comune che si può sentire più ripetere ad ogni passo dei portatori del palanchino. Non ha un significato ben preciso, è più un inno d’incitamento per i portatori in modo da creare un’energia univoca e sviluppare questo spirito comunitario. Dopo aver benedetto la città portando il mikoshi per le varie case e negozi, viene riportato al Tempio di appartenenza per poter poi venire ritrasportato l’anno successivo.

Tuttavia con lo spopolamento sempre più allarmante che pervade la società giapponese alcuni di questi matsuri stanno scomparendo e le persone che trasportano i palanchini sacri sono sempre meno. Sperando in un mantenimento di questo aspetto della cultura giapponese se vi capita di recarvi in Giappone durante l’estate non perdetevi questi festival tradizionali.

Articolo e foto di DAL SANTO MARIA

It’s time to say goodbye…

Scroll down for the Italian version

Hi everybody!

So here we are, who would have thought it? It’s time to say you goodbye, it’s time to leave behind these last few years we’ve spent together.

The more I think about it the more I realise how much you gave me. With you I understood how important is to believe in ourselves and listen to our hearts and not only to our heads. With you I grew up, I learnt to live by my own, to be independent, to get out of difficult situations by myself.

I lost count of how many times you made me angry, how sad and alone you made me feel… But thanks to you I also lived moments of joy that no one else made me feel before.

These years have been important, in fact essential to know myself better. They forced me to open my eyes, to accept things that I didn’t want to see.

I dedicated you sleepless nights, months, years of my life before arriving where I am. With tears in my eyes I feel I have to say you goodbye. Even if my love for you is endless, I don’t think you’re the one I want to spend the rest of my life with.

I think it’s time for me to make a change, to start once again from the beginning, like I’ve already done a few years ago. New adventures are awaiting for me; I have to go. Goodbye Japan, it was great…

Thanks for reading!

DO YOU WANT TO SEE MORE PICTURES OF THIS BEAUTIFUL PLACE? FOLLOW ME ON MY FACEBOOK PAGE AND ON MY INSTAGRAM! THANK YOU!

È tempo di salutarci…

E così ci siamo, chi l’avrebbe mai detto. È giunto il momento di salutarti, è giunto il momento di lasciarsi alle spalle questi ultimi anni trascorsi insieme. 

Più ci penso e più realizzo quanto hai saputo darmi. Con te ho capito quanto sia importante credere in se stessi e dare ascolto al proprio cuore e non solo alla propria testa. Con te sono cresciuto, ho imparato a vivere da solo, ad essere indipendente, a cavarmela senza l’aiuto di nessuno anche nei momenti più difficili.

Ho perso il conto di quante volte per colpa tua ho provato rabbia, sconforto, solitudine… Ma grazie a te ho anche vissuto momenti di gioia e spensieratezza che nessun altro ha saputo regalarmi. 

Questi anni sono stati importanti, anzi, fondamentali per conoscermi meglio. Mi hanno costretto ad aprire gli occhi, ad accettare parti di me che non volevo vedere.

Ti ho dedicato notti insonni, mesi, anni della mia vita prima di arrivare dove sono. Con gli occhi lucidi e il cuore che mi si stringe, sento però di doverti salutare. Nonostante per te provi ancora un amore immenso, sento che forse non sei quello con cui voglio passare il resto della mia vita.

Penso sia giunto per me il momento di cambiare, di stravolgere nuovamente la mia esistenza, di ricominciare tutto da capo come feci ormai qualche anno fa. Nuove avventure mi attendono; devo andare. Ti saluto Giappone, è stato bellissimo…

Grazie per aver letto!

VOLETE VEDERE PIU’ FOTO DI QUESTO POSTO MERAVIGLIOSO? SEGUITEMI SULLA PAGINA FACEBOOK E SU INSTAGRAM! GRAZIE!

Ready to write a new chapter…

Scroll down for the Italian version

Hi everybody!

It’s time to start something new, it’s time to start a new adventure. 

More than 2 years ago now, I moved to Japan to make experience abroad, to widen my knowledge of the world, to meet new people, to challenge myself…

Recently I reached that so called “comfort zone”, that thing that many people aim for; not me though, not at this moment of my life at least… 

A peaceful life, without stress or problems, who wouldn’t like to be in that situation? 

There’s time to think about that though, don’t you reckon?

When you are young you have to make the most from all the opportunities that occur. You have the energies, the strength to face big changes, to take risky decisions; you’re allowed to make mistakes and learn from them. 

Soon I’ll start something new, but I can’t say anything more at the moment. The following months will be full of surprises both for me and you, I promise!

Thanks for reading!

DO YOU WANT TO SEE MORE PICTURES OF THIS BEAUTIFUL PLACE? FOLLOW ME ON MY FACEBOOK PAGE AND ON MY INSTAGRAM! THANK YOU!

Ciao a tutti!

È ora di iniziare qualcosa di nuovo, è ora di iniziare una nuova avventura. 

È ormai da 2 anni e più che mi sono trasferito in Giappone per fare esperienza all’estero, per ampliare le mie conoscenze del mondo, per incontrare nuove persone, per mettermi alla prova…

Di recente ho raggiunto quella cosiddetta “zona di comfort”, quella cosa a cui molte persone aspirano; non io però, non in questo momento della mia vita almeno…

Una vita pacifica, zero stress o problemi a cui pensare, a chi non piacerebbe trovarsi in questa situazione? 

C’è però tempo per pensare a tutto questo, non credi?

Quando sei giovane devi sfruttare al massimo tutte le opportunità che ti si presentano. Hai le energie, le forze per affrontare grandi cambiamenti, prendere decisioni rischiose; ti è permesso fare errori e di imparare da questi.

Presto inizierò qualcosa di nuovo, ma al momento non posso dire altro. I prossimi mesi saranno pieni di sorprese sia per me che per voi, lo prometto!

Grazie per aver letto!

VOLETE VEDERE PIU’ FOTO DI QUESTO POSTO MERAVIGLIOSO? SEGUITEMI SULLA PAGINA FACEBOOK E SU INSTAGRAM! GRAZIE!

A true story…

Scroll down for the Italian version

Hi everybody!

Today’s blog will be something different, not strictly related to the travel topic. It will be a personal story, a motivational speech.

In the last period several things happened, things that hadn’t happened to me for quite a long time, things that I had forgotten.

There are ups and downs in life, joy, anger, days of happiness, days of frustration. Since I moved here in Japan, since I took full possession of my life and began to focus on my goals I almost forgot about these last ones.

I’ve never been one of those people with the desire to twist their lives to chase their dreams and make them real. During the adolescence I felt alone, excluded, unwanted, feelings that I still experience from time to time. Surrounded by negative people, with the arrogance of making you feel less important just because they were children of a good family, I spent my days wondering what was wrong with me, why I couldn’t achieve the same results gained by the others.

Then, one day everything changed, I turned on the radio and all of a sudden the song that changed my life began. Thanks Elisa.

“All this time asking myself

What is that doesn’t leave me in peace

All these years asking myself

If I really fit in

The way I am

So one day

I wrote in a notebook

I’ll make the world dream with music

Not long afterwards

When I just needed a jump

to achieve happiness…”

Why had a girl from a small town called Monfalcone, the daughter of ordinary people, realised her dream of becoming one of the greatest Italian singers and I wasn’t able succeed in my small everyday businesses? What did she have more than me to make her achieve her goals?

It took me several months to figure it out, to find the solution of the dilemma that afflicted me so much; the answer was simpler than I expected: “NOTHING”. She had nothing more than me, nothing but the determination, the will to never give up.

So, from that moment, I committed myself to the things that interested me more and even if I didn’t immediately see results I didn’t give up because I desired redemption from all those who criticised me and my closest friends.

All of a sudden I realised how much the others, the so-called “perfect people” were victims of their own ego. Unable to find satisfaction in their own lives, they denigrated the others envying their dreams, their aspirations.

I decided to take the risk, I had nothing to lose. I left my insecurities behind and decided not to care what others thought about me. Thanks to that choice now I am happier and more determined than ever. I devoted myself to what I was passionate about, to my work and to the people I love…

This story is for all those people who over the years tried to ruin someone else’s life.

You did not break me years ago when I was fragile and you will not do it now that I have reached the awareness that nothing can stop a person from realising his dreams.

I don’t give up, and you?

Thanks for reading!

DO YOU WANT TO SEE MORE PICTURES OF THIS BEAUTIFUL PLACE? FOLLOW ME ON MY FACEBOOK PAGE AND ON MY INSTAGRAM! THANK YOU!

Una storia vera…

Ciao a tutti!

Il blog di oggi sarà qualcosa di diverso, di non strettamente legato all’argomento travel. Sarà un racconto personale, un discorso di impronta motivazionale.

Nell’ultimo periodo sono successe diverse cose, cose che non mi capitavano da un bel po’ di tempo, cose che avevo dimenticato.

Nella vita ci sono alti e bassi, gioia, rabbia, giorni di felicità, giorni di frustrazione; ecco, questi li avevo quasi dimenticati dal mio trasferimento qui in Giappone, da quando ho preso pieno possesso della mia vita e cominciato a concentrarmi sui miei obbiettivi.

Non sono mai stata una di quelle persone in fissa per qualcosa, con la voglia di stravolgere la propria vita per inseguire i propri sogni e renderli realtà. Nell’adolescenza mi sentivo solo, escluso, non desiderato, sensazioni che di tanto in tanto ancora provo. Circondato da gente negativa, con la puzza sotto il naso, con l’arroganza di farti sentire meno importante di loro solo perché erano figli di buona famiglia, passavo le giornate a chiedermi cosa c’era che non andava in me, perché non riuscivo a raggiungere gli stessi risultati degli altri. 

Poi un giorno tutto è cambiato, ho acceso la radio ed è iniziata la canzone che mi ha stravolto la vita. Grazie Elisa.

“Tutto questo tempo a chiedermi

Cos’è che non mi lascia in pace

Tutti questi anni a chiedermi

Se vado veramente bene così

Come sono così

Così un giorno

Ho scritto sul quaderno

Io farò sognare il mondo con la musica

Non molto tempo dopo

Quando mi bastava fare un salto

Per raggiungere la felicità…”

Perché una ragazza originaria di un piccolo paese di nome Monfalcone, figlia di gente normalissima, era riuscita a realizzare il suo sogno di diventare una delle più grandi cantanti italiane ed io invece non riuscivo nelle mie piccole imprese quotidiane? Cosa aveva lei in più di me per riuscire nei suoi obbiettivi? 

Ci misi diversi mesi per capirlo, per trovare la soluzione a quel dilemma che tanto mi affliggeva; la risposta era più semplice del previsto: “NIENTE”. Non aveva nulla in più di me se non la determinazione, la voglia di provarci fino alla fine, di non mollare mai.

Così di giorno in giorno cominciai ad applicarmi sempre di più nelle cose che mi interessavano e se anche non vedevo risultati non mi arrendevo per la sola voglia di rivincita, di riscatto nei confronti di tutti quelli che dicevano peste e corna di me e delle persone a me amiche. 

È così che tutto ad un tratto mi resi conto di quanto fossero gli altri, i cosiddetti “perfetti” ad essere vittime del loro stesso ego. Incapaci di trovare soddisfazione nella propria vita, si limitavano a denigrare le altre persone invidiando i loro sogni, le loro aspirazioni.

Decisi quindi di buttarmi, d’altronde non avevo nulla da perdere. Abbandonai le mie insicurezze e decisi di fregarmene di quello che gli altri pensavano di me. Grazie a quella scelta ora sono più felice, più spensierato e più determinato che mai. Dedico anima e corpo a ciò che mi appassiona, al mio lavoro e alle persone che amo… 

Questa storia è per tutti quelli che negli anni hanno cercato di rovinare l’esistenza a qualcuno. 

Non mi avete spezzato anni fa quando ero fragile e non ci riuscirete ora che ho raggiunto la consapevolezza che nulla può impedire ad una persona di realizzare i propri desideri.

Io non mollo, e voi?

Grazie per aver letto!

VOLETE VEDERE PIU’ FOTO DI QUESTO POSTO MERAVIGLIOSO? SEGUITEMI SULLA PAGINA FACEBOOK E SU INSTAGRAM! GRAZIE!

Make sense of your life…

Scroll down for the Italian version

Hi everybody!

Every day we ask ourselves questions that can’t be answered. There are things that go beyond the logic, the natural process of cause and effect.

One of the questions we asked ourselves at least once in our life is: “Why do we exist? Why are we here?”

I can’t give you an answer, I do have no knowledge nor competencies to do it. What I am sure, though, is that sooner or later every one has to make sense of his life.

Well, I’m pretty sure I found mine. I want to go on learning day after day, make the most of my skills improving myself and why not, if I can, the others too.

But if giving a meaning, a goal to our lives looks difficult itself, how difficult can be finding a way to make everything real? It can take months, years, a lifetime… What must not be missing, however, is perseverance, the will to risk everything in order to find our way.

In my small way I think I found my path, how to realise my aspiration. Working every day in direct contact with people coming from everywhere and discovering new cultures, let me satisfy my desire to learn, to understand…

Not being afraid to push ourselves to the limit, to leave our comfort zone, these are the first steps to do to make sense of our life.

Let’s get rid of our insecurities and dive into the world, it’s a beautiful place.

Thanks for reading!

DO YOU WANT TO SEE MORE PICTURES OF THIS BEAUTIFUL PLACE? FOLLOW ME ON MY FACEBOOK PAGE AND ON MY INSTAGRAM! THANK YOU!

Dai un senso alla tua vita…

Ciao a tutti!

Ogni giorno ci facciamo domande a cui non sappiamo dare risposta. Ci sono cose che vanno oltre al razionale, al naturale processo di causa ed effetto. 

Uno degli interrogativi che almeno una volta nella vita tutti ci siamo posti è: “Perché esistiamo? Perché siamo qui?”.

A questo non so rispondere, non ho né le conoscenze né tantomeno le competenze per farlo. Quello di cui sono certo, però, è che ognuno di noi prima o poi deve trovare un significato da dare alla propria esistenza.

Ecco, questo sono abbastanza sicuro di averlo trovato. Voglio continuare ad imparare giorno dopo giorno, sfruttare al massimo le mie capacità migliorando me stesso e perché no, se posso, anche gli altri.

Ma se dare un significato, uno scopo alla propria vita può sembrare già abbastanza complicato di per sé, figuriamoci quanto può essere difficile trovare il modo di rendere tutto realtà. Possono volerci mesi, anni, una vita… quello che però non deve mancare è la perseveranza, la voglia di rischiare anche il tutto e per tutto pur di trovare la propria strada.

Io nel mio piccolo penso di aver individuato il mio percorso, il modo di concretizzare la mia aspirazione. Lavorare ogni giorno a diretto contatto con gente proveniente da ogni dove e dedicarmi alla scoperta di nuove culture mi permette di soddisfare l’insaziabile voglia di imparare, di conoscere che ho.

Non avere paura di spingersi fino ai propri limiti, di abbandonare la propria comfort zone, questi sono i primi passi da compiere per trovare il senso della propria vita. 

Sbarazziamoci delle nostre insicurezze e buttiamoci nel mondo, è un posto bellissimo.

Grazie per aver letto!

VOLETE VEDERE PIU’ FOTO DI QUESTO POSTO MERAVIGLIOSO? SEGUITEMI SULLA PAGINA FACEBOOK E SU INSTAGRAM! GRAZIE!

Appreciate what you have

Scroll down for the Italian version

Hi everybody!

In Japan I learned many things: how to rent a house, sign contracts, look for jobs without external help, manage the complexities of living abroad… It is when springtime comes, though, that I remember the most important thing that this marvellous country has taught me over the years: live every moment, every day of our lives as if it were the last one.

It is when the cherry trees blossom that I realise how important it is to never stop appreciating what we have, what is around us… Because in an instant, everything can change, everything we take for granted could vanish and never come back.

Viewing the cherry blossoms, a practice also known as hanami, teaches us exactly this.

Although the transience of things can make us feel sad, we must realise that this is something absolutely normal, something inevitable. This idea of impermanence however, must not prevent us from enjoying the every day’s joy.

Sometimes it is only when we loose something that we realise how important it was to us. So let’s enjoy this moment as if it were the last…

Thanks for reading!

DO YOU WANT TO SEE MORE PICTURES OF THIS BEAUTIFUL PLACE? FOLLOW ME ON MY FACEBOOK PAGE AND ON MY INSTAGRAM! THANK YOU!

Apprezza ciò che hai…

Ciao a tutti!

In Giappone ho imparato a fare molte cose: prendere in affitto una casa, firmare contratti, cercare lavoro senza un’appoggio esterno, gestire le difficoltà del vivere all’estero… È quando si fa primavera, tuttavia, che ricordo la cosa più importante che questo paese mi ha insegnato negli anni: vivere appieno ogni istante, ogni giorno della nostra vita come se fosse l’ultimo a nostra disposizione.

È durante la fioritura dei ciliegi che mi rendo effettivamente conto di quanto sia importante non smettere mai di apprezzare ciò che abbiamo, ciò ci sta attorno… Perché in un attimo ogni cosa può cambiare, tutto quello che davamo per scontato potrebbe svanire e non tornare più indietro.

L’ammirazione dei fiori di ciliegio, anche detta hanami, ci insegna proprio questo. 

Nonostante la transitorietà delle cose possa causarci dispiacere, dobbiamo renderci conto che si tratta di qualcosa di assolutamente normale, di inevitabile. Questa idea di impermanenza non ci deve però impedire di gioire dei piccoli momenti di felicità di ogni giorno. 

A volte è solo quando qualcosa ci viene a mancare che ci accorgiamo di quanto fosse per noi importante. Godiamoci quindi questo momento come se fosse l’ultimo…

Grazie per aver letto!

VOLETE VEDERE PIU’ FOTO DI QUESTO POSTO MERAVIGLIOSO? SEGUITEMI SULLA PAGINA FACEBOOK E SU INSTAGRAM! GRAZIE!