A true story…

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Hi everybody!

Today’s blog will be something different, not strictly related to the travel topic. It will be a personal story, a motivational speech.

In the last period several things happened, things that hadn’t happened to me for quite a long time, things that I had forgotten.

There are ups and downs in life, joy, anger, days of happiness, days of frustration. Since I moved here in Japan, since I took full possession of my life and began to focus on my goals I almost forgot about these last ones.

I’ve never been one of those people with the desire to twist their lives to chase their dreams and make them real. During the adolescence I felt alone, excluded, unwanted, feelings that I still experience from time to time. Surrounded by negative people, with the arrogance of making you feel less important just because they were children of a good family, I spent my days wondering what was wrong with me, why I couldn’t achieve the same results gained by the others.

Then, one day everything changed, I turned on the radio and all of a sudden the song that changed my life began. Thanks Elisa.

“All this time asking myself

What is that doesn’t leave me in peace

All these years asking myself

If I really fit in

The way I am

So one day

I wrote in a notebook

I’ll make the world dream with music

Not long afterwards

When I just needed a jump

to achieve happiness…”

Why had a girl from a small town called Monfalcone, the daughter of ordinary people, realised her dream of becoming one of the greatest Italian singers and I wasn’t able succeed in my small everyday businesses? What did she have more than me to make her achieve her goals?

It took me several months to figure it out, to find the solution of the dilemma that afflicted me so much; the answer was simpler than I expected: “NOTHING”. She had nothing more than me, nothing but the determination, the will to never give up.

So, from that moment, I committed myself to the things that interested me more and even if I didn’t immediately see results I didn’t give up because I desired redemption from all those who criticised me and my closest friends.

All of a sudden I realised how much the others, the so-called “perfect people” were victims of their own ego. Unable to find satisfaction in their own lives, they denigrated the others envying their dreams, their aspirations.

I decided to take the risk, I had nothing to lose. I left my insecurities behind and decided not to care what others thought about me. Thanks to that choice now I am happier and more determined than ever. I devoted myself to what I was passionate about, to my work and to the people I love…

This story is for all those people who over the years tried to ruin someone else’s life.

You did not break me years ago when I was fragile and you will not do it now that I have reached the awareness that nothing can stop a person from realising his dreams.

I don’t give up, and you?

Thanks for reading!

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Una storia vera…

Ciao a tutti!

Il blog di oggi sarà qualcosa di diverso, di non strettamente legato all’argomento travel. Sarà un racconto personale, un discorso di impronta motivazionale.

Nell’ultimo periodo sono successe diverse cose, cose che non mi capitavano da un bel po’ di tempo, cose che avevo dimenticato.

Nella vita ci sono alti e bassi, gioia, rabbia, giorni di felicità, giorni di frustrazione; ecco, questi li avevo quasi dimenticati dal mio trasferimento qui in Giappone, da quando ho preso pieno possesso della mia vita e cominciato a concentrarmi sui miei obbiettivi.

Non sono mai stata una di quelle persone in fissa per qualcosa, con la voglia di stravolgere la propria vita per inseguire i propri sogni e renderli realtà. Nell’adolescenza mi sentivo solo, escluso, non desiderato, sensazioni che di tanto in tanto ancora provo. Circondato da gente negativa, con la puzza sotto il naso, con l’arroganza di farti sentire meno importante di loro solo perché erano figli di buona famiglia, passavo le giornate a chiedermi cosa c’era che non andava in me, perché non riuscivo a raggiungere gli stessi risultati degli altri. 

Poi un giorno tutto è cambiato, ho acceso la radio ed è iniziata la canzone che mi ha stravolto la vita. Grazie Elisa.

“Tutto questo tempo a chiedermi

Cos’è che non mi lascia in pace

Tutti questi anni a chiedermi

Se vado veramente bene così

Come sono così

Così un giorno

Ho scritto sul quaderno

Io farò sognare il mondo con la musica

Non molto tempo dopo

Quando mi bastava fare un salto

Per raggiungere la felicità…”

Perché una ragazza originaria di un piccolo paese di nome Monfalcone, figlia di gente normalissima, era riuscita a realizzare il suo sogno di diventare una delle più grandi cantanti italiane ed io invece non riuscivo nelle mie piccole imprese quotidiane? Cosa aveva lei in più di me per riuscire nei suoi obbiettivi? 

Ci misi diversi mesi per capirlo, per trovare la soluzione a quel dilemma che tanto mi affliggeva; la risposta era più semplice del previsto: “NIENTE”. Non aveva nulla in più di me se non la determinazione, la voglia di provarci fino alla fine, di non mollare mai.

Così di giorno in giorno cominciai ad applicarmi sempre di più nelle cose che mi interessavano e se anche non vedevo risultati non mi arrendevo per la sola voglia di rivincita, di riscatto nei confronti di tutti quelli che dicevano peste e corna di me e delle persone a me amiche. 

È così che tutto ad un tratto mi resi conto di quanto fossero gli altri, i cosiddetti “perfetti” ad essere vittime del loro stesso ego. Incapaci di trovare soddisfazione nella propria vita, si limitavano a denigrare le altre persone invidiando i loro sogni, le loro aspirazioni.

Decisi quindi di buttarmi, d’altronde non avevo nulla da perdere. Abbandonai le mie insicurezze e decisi di fregarmene di quello che gli altri pensavano di me. Grazie a quella scelta ora sono più felice, più spensierato e più determinato che mai. Dedico anima e corpo a ciò che mi appassiona, al mio lavoro e alle persone che amo… 

Questa storia è per tutti quelli che negli anni hanno cercato di rovinare l’esistenza a qualcuno. 

Non mi avete spezzato anni fa quando ero fragile e non ci riuscirete ora che ho raggiunto la consapevolezza che nulla può impedire ad una persona di realizzare i propri desideri.

Io non mollo, e voi?

Grazie per aver letto!

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5 thoughts on “A true story…”

  1. Prendere un ostacolo o un avvenimento negativo e trasformarlo in propellente per guardarci in modo critico ma onesto e capire meglio cosa vogliamo non è mai una cosa semplice o scontata.
    Trovare una motivazione per migliorare se’ stessi in qualcosa o qualcuno che dovrebbe o vorrebbe buttarci giù richiede molto coraggio e forza d’animo.
    Io credo che per quello che ti hanno portato queste esperienze tu puoi solo camminare a testa alta.
    Snow happens. È quello che decidiamo di farci che ci definisce come persone.

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  2. Io sto imparando molte cose dai tuoi racconti di viaggio.
    Per il resto… quello che conta è solo il presente, il passato è andato, il futuro arriverà, il presente è l’unica cosa a cui non si può sfuggire, che dobbiamo quindi cercare di vivere nel modo migliore.
    Viviamo in contesti in cui tutti giudicano, ma la forza e l’essenza stanno nell’essere non giudicanti, soprattutto verso noi stessi, e nell’essere amorevoli e compassionevoli.
    Lasciamo agli altri il tormento del giudicare, godiamoci la pace del non giudizio.
    Sorrridi!
    Un abbraccio

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