Japanese summers & Local festivals

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Are you curious to discover how summer festivals take place in Japan? Colorful paper lanterns, spirit of community and transportation of portable Shrines, learn more about it in this article.

With the beginning of summer in Japan it means also the presence of local festivals called matsuri, term that can literally be translated as “Shinto festival”. They last from dawn to late at night, firmly tied to this religion, japanese believe in the worship of the kami (Shinto Deities), consequently the strength emanating from the primordial energies of Life and the Earth.
Today there are around 100,000 festivals held throughout Japan. During these matsuri it is the only occasion within a year where the kami leave the Temple to which they belong to settle in a portable Shrine. There is therefore a re-establishment of the bond between the kami and local people as well as the development of solidarity in the community itself.
These matsuri are characterized by a high religious expression, occasions during which the locals get together with their intrinsic energy. They are an opportunity to escape from the routine of everyday life, a way to get together with neighbors, relatives and to remember one’s roots of belonging.

During these ceremonies there is always a joyful atmosphere with parades, endless fireworks, games for children and stalls where freshly prepared foods and drinks are sold.

Traditionally, participants wear a yukata and a large number of these festivals include a parade with a portable Shrine, but there is not always one.

Comparable to the transport of Palanquins with Mother Mary in Southern Italy, it is through this mikoshi that the Deity for only one day a year comes out of the temple, enshrines into mikoshi to be carried around the city and bless it. The transportation of the mikoshi is supervised by a Shinto Priest, it is called shintai 神 体 and is carried near the neighborhood by the faithfuls of that particular temple.
There are various people who transport it, if it is small (about 230 kg) around fifteen people are enough; otherwise the bigger it is, the more people are needed (it can even reach sixty people).

Whether it is made by an artesan or pieces are constructed by a factory, the final mikoshi is always assembled with bare hands.

During transport, various kakekoe (掛け声) can be heard, words that are shouted loudly to establish a rhythm, along with traditional songs (jinku 甚句) that vary from region to region.

Each step is regulated by these kakegoe and in the background we can hear the 祭 囃 子 matsuribayashi, that is the orchestra composed of the traditional instruments that accompanies the parade.

Wasshoi, for example, is the most common phrase that can be heard repeating at every step of the mikoshi carriers. It does not have a precise meaning, it is more an incitement for carriers in order to create a unique energy and develop this community spirit. After blessing the city by bringing mikoshi to the various houses and shops, it is taken back to the Temple to which it belongs so that it can then be carried again the following year on the same day.

However with the increasing alarming depopulation pervading Japanese society some of these matsuri are disappearing and the people that carry mikoshi are less and less. Hoping to maintain this aspect of Japanese culture if you happen to go to Japan during the summer don’t miss these traditional festivals.

Article and photos by DAL SANTO MARIA

L’estate giapponese e i suoi festival

Siete curiosi di sapere come si svolgono i festival estivi in Giappone? Lanterne colorate, spirito di comunità e trasporto di palanchini, scopritelo in questo articolo.

L’arrivo dell’estate in Giappone equivale anche all’arrivo dei festival locali denominati matsuri, in italiano questo termine è traducibile letteralmente come “festival Shintoista”. Durano dall’alba a notte fonda, saldamente legati a questa religione i giapponesi credono nell’adorazione dei kami, di conseguenza alla forza scaturita dalle energie primordiali della Vita e della Terra. 

Al giorno d’oggi vi sono circa 100 000 festival svolti in tutto il Giappone. Durante questi matsuri è l’unica occasione nell’arco di un anno dove i kami (Divinità Shintoiste) lasciano il tempio di appartenenza per insediarsi in un palanchino portatile. Vi è quindi un ristabilimento del legame fra i kami e la comunità oltre allo sviluppo di solidarietà nella comunità stessa.

Questi matsuri sono caratterizzati da un’elevata espressività religiosa, occasioni durante le quali gli abitanti del luogo si riappacificano con la loro energia intrinseca. Sono un’opportunità per evadere dalla routine della vita quotidiana, un modo per riunirsi con i vicini, parenti e ricordarsi delle proprie radici di appartenenza.

Durante queste cerimonie vi è sempre un’atmosfera gioiosa con sfilate, interminabili fuochi d’artificio (hanabi 花火), giochi per bambini e bancarelle nelle quali viene vengono venduti cibi e bevande preparati al momento (yatai 屋台). Tradizionalmente i partecipanti indossano uno yukata e un gran numero di questi festival includono una parata con un tempietto portatile, ma non vi è sempre.

Paragonabile al trasporto dei palanchini con la Madonna al Sud Italia, è proprio attraverso questo tempio portabile (mikoshi) che la Divinità per solo un giorno all’anno fuoriesce dal tempio, si insedia nel mikoshi per essere trasportata in giro per la città e benedirla. Il trasporto del palanchino presieduto da un Prete Shintoista viene chiamato shintai 神体 e viene trasportato nei pressi del vicinato da parte dei fedeli di quel determinato tempio. 

Sono varie le persone che lo trasportano, se è di piccole dimensioni (circa di 230 kg), quindi con due travi portanti, sono sufficienti una quindicina di persone; altrimenti più grande è, più persone sono necessarie (si può anche arrivare ad una sessantina di persone).

Sia che venga realizzato da un artigiano oppure i pezzi vengano costruiti per mezzo di una fabbrica, il palanchino finale viene sempre assemblato a mani nude.

Durante il trasporto si possono sentire vari kakekoe (掛け声), ossia le grida di incitamento che vengono urlate a gran voce per stabilire un ritmo, assieme ai canti tradizionali (jinku 甚句) che variano da regione a regione. 

Ogni passo è regolato da questi kakegoe, fondamentali sia per dare un ritmo sia per creare un senso di adrenalina e quindi spronare i portatori a ”sopportare” il peso del palanchino. Assieme a queste grida, sullo sfondo possiamo udire i 祭囃子matsuribayashi, cioè l’orchestra composta dagli strumenti tradizionali che accompagna la sfilata. 

Wasshoi ad esempio è la frase più comune che si può sentire più ripetere ad ogni passo dei portatori del palanchino. Non ha un significato ben preciso, è più un inno d’incitamento per i portatori in modo da creare un’energia univoca e sviluppare questo spirito comunitario. Dopo aver benedetto la città portando il mikoshi per le varie case e negozi, viene riportato al Tempio di appartenenza per poter poi venire ritrasportato l’anno successivo.

Tuttavia con lo spopolamento sempre più allarmante che pervade la società giapponese alcuni di questi matsuri stanno scomparendo e le persone che trasportano i palanchini sacri sono sempre meno. Sperando in un mantenimento di questo aspetto della cultura giapponese se vi capita di recarvi in Giappone durante l’estate non perdetevi questi festival tradizionali.

Articolo e foto di DAL SANTO MARIA

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